Vino del Mese

giovedì, 28 gennaio 2010

Azienda Vinicola Bisi

 

O.P. Pinot nero

“CALONGA”

L’Azienda Agricola BISI è sempre rimasta fedele ad una filosofia produttiva rigorosa improntata all’ottenimento di prodotti  innanzitutto genuini, di una qualità vera, percepibile e condivisibile pur cercando ogni anno di migliorare senza cedere o lasciarsi  contaminare da mode effimere o cadere in scelte più facili e commerciali. E per merito di questi principi che Bàccere Baciccia si  e’ interessato a questa azienda portando sulla vostra tavola un  prodotto unico nel suo genere capace di darvi nuove emozioni.

Prodotto con uve PINOT NERO, raccolte a mano in cassetta

con attenta selezione dei grappoli.

Uve: 100% Pinot nero

Vigna: comune di San Damiano al colle

Maturazione: in barriques per circa 15 mesi

Gradazione: 13% vol

Vino dal colore rosso rubino di media intensità, dal profumo piacevole e fine in cui emergono note di frutta rossa matura come lampone, ribes e mora.   Al palato armonico e piacevole.

Ottobre Novembre mesi da Nebbiolo !!!

lunedì, 19 ottobre 2009

Questo e’ il Mese del Nebbiolo , uva che con l’Aglianico e una delle ultime ad essere raccolta , e noi cosa facciamo ? Ce lo beviamo!
Abbiamo scelto per voi il Nebbiolo ’06 Langhe D.o.c. dei Poderi Einaudi Nebbiolo
Dai vigneti Einaudi in Neive nasce questo elegante vino da medio invecchiamento di colore rosso granato, con persistente aroma fruttato, di buon corpo e piacevole da bere anche da giovane. Un delicato finale di frutto rosso in cui si intravedono le spezie. La produzione è di circa 16.000 bottiglie all’anno.
I vitigni
Varietà: Nebbiolo Michet e Lampia
doc1Densità: 4500/5000 viti/Ha
Sistema di allevamento: Guyot
I vigneti
Zona: Comune di Neive (Cuneo)
Sottozona: Cattederi, 310 m.
Terreno: marnoso-calcareo
Esposizione: Est
Area vitata: 3,2 Ha
Anno di impianto: 2003
Resa media per Ha: 65 q.li
La Vinificazione
Vinificato in acciaio, con controllo della temperatura di fermentazione (30°C), svinatura dopo 8/10 giorni circa, travasi e malolattica indotta e completata con il mantenimento della temperatura. Matura dodici mesi in legno grande e piccolo e si affina per altri due mesi in vetro.

Ad aprile andiamo nel Lazio !

venerdì, 27 marzo 2009

Siroe Lazio Igt Fontanacandida

Un blend di uve internazionali e autoctone, il Siroe è un vino ottenuto da uve Syrah, provenienti dalle colline di origine vulcanica a sud di Roma, e da uve Cesanese, vitigno autoctono emergente del Lazio. Questo blend di grande particolarità nasce da uve raccolte a fine settembre e vinificate “in rosso” con una macerazione di 10-12 giorni sulle bucce. Il vino viene poi affinato per il 25% in barriques e per il resto in tini d’acciaio per alcuni mesi. Dopo l’assemblaggio segue un affinamento medio in bottiglia.

Di colore rosso rubino intenso, al profumo ricorda i frutti di bosco con lievi note speziate, ha sapore pieno, morbido e vellutato.

Mese di Marzo tempo di “Ripasso”!!!

giovedì, 12 marzo 2009

Valpolicella Valpantena

Secco Bertani

Valpolicella Valpantena doc

Vitigni e impianti:

Rondinella e Corvina Veronese.

Viti allevate a spalliera, metodo Guyot, con circa 5000 ceppi/ha.

Zone di produzione:

Colline della Valpantena, a nord di Verona, nella zona di Quinto, Grezzana

Santa Maria in Stelle. I terreni sono di natura marno-calcarea ad est

ed argilloso-calcarea,ricchi in ferro, ad ovest.

Vinificazione:

La raccolta delle uve, manuale, avviene dalla prima settimana di ottobre.

La fermentazione:

Fatta la diraspatura e la pigiatura delle uve, il mosto viene messo in serbatoi

d’acciaio dove, dopo una macerazione di circa 10 giorni, avviene la fermentazione

che raggiunge una temperatura tra i 20° e i 24°C.

2° fermentazione chiamata “Ripasso”

Nel mese di marzo, il vino ottenuto nel mese di ottobre viene posto sopra

le vinacce dell’Amarone e del Recioto appena svinati. Queste vinacce hanno

ancora un discreto contenuto zuccherino che, assieme ai lieviti ancora attivi,

fanno rifermentare il Secco-Bertani.

E’ una rifermentazione lenta, che impiega anche una settimana, perché la

temperatura in cantina è piuttosto bassa. La lenta rifermentazione del vino valpolicella-valpantenamorbido, gradevolmente amaricante,sapido

VINO PROPOSTO IL MESE DI GENNAIO

mercoledì, 21 gennaio 2009

IL DUCALE
Toscana I.G.T.

Ruffino vanta una storia centenaria e la sua filosofia produttiva ha sempre rispecchiato alcuni concetti fondamentali: la conoscenza del territorio, il rispetto per le grandi tradizioni vitivinicole toscane, la passione per il Sangiovese.

Per la produzione del nuovo rosso IL DUCALE ci siamo ispirati alla nostra Riserva Ducale, un vino che fin dal 1927 ha contribuito a scrivere la storia di Ruffino.

Il Ducale è nuova espressione del Sangiovese toscano, un vitigno che continua a stupire per la sua capacità di esprimersi in modi diversi in relazione al terreno ed al clima.

E’ un vino elegante, dal deciso carattere toscano, che va incontro al gusto ed allo stile di vita dinamico di chi ama il vino di qualità.

Un vino dal cuore antico e dall’anima moderna.
ducale1 VINO PROPOSTO IL MESE DI GENNAIO

AVANTI PRIMITIVO!!!!!!

martedì, 15 gennaio 2008

PRIMITIVO IGT Salento MASSERIA MAIME

Uve:
Selezione proveniente da vecchi vigneti di Primitivo allevati ad alberello e da vigneti allevati a cordone speronato presso la Masseria Maime a San Pietro Vernotico.
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Produzione:
Le uve sono state raccolte appena surmature. Dopo la pigiatura, la macerazione, gestita con rimontaggi e delèstage soffici, è stata protratta per 20 giorni in serbatoi di acciaio inox. Durante questa fase, i vini hanno completato la fermentazione alcolica ad una temperatura di 28-32 gradi C. Dopo la svinatura il vino ha effettuato la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali è stato elevato per circa un anno. E’ seguito un ulteriore periodo di 10 mesi di affinamento in bottiglia prima della immissione sul mercato.
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Gradazione alcolica:
14 % vol.
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Note degustative:
Colore: Rosso rubino intenso
Profumo: Tipico della varieta’, frutti rossi, lieve profumo di prugna secca, con note di legno ben amalgamate
Sapore: morbido, sapido, lungo, con un tannino “caldo” e “avvolgente”.
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Temperatura di servizio:
20 °C

€. 18,00 LA BOTTIGLIA
€. 3,50 IL BICCHIERE

Gennaio a tutto Ruche’ !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

venerdì, 4 gennaio 2008

Ruchè di Castagnole Monferrato 

Bric d’Bianc ‘06

ruche1 Gennaio a tutto Ruche !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 

L’origine e la storia sono ancora avvolte nel mistero.

Per il  vitigno  Ruché e quindi anche per il vino Ruché si possono fare, fino ad oggi, solo supposizioni.Una è che tale nome derivi da “rocche” sulle quali poteva essere coltivato questo vitigno per la sua peculiarità di poter  affrontare in terreni calcareo-argillosi, forti siccità senza recare danni al frutto. Altra supposizione potrebbe anche derivare dalladevozione a San Rocco al quale era stata nei tempi remoti dedicata una cappella votiva. Una terza, storico-suggestiva, fa risalire tale nome da un convento che si trova nei pressi di Castagnole Monferrato; questo convento benedettino era nominato “Convento delle Rocche”e siccome i frati furono coloro che salvaguardarono il patrimonio storico, artistico e culturale dell’Impero Romano, possono aver salvaguardato il vitigno da cui in seguito prese il nome.Il Ruché di Castagnole Monferrato è tra le ultime D.O.C. nate in  Piemonte. Le qualità di questo nobilissimo vino sono certamente tali  da farlo entrare, in tempi brevi, tra la ristretta schiera dei più grandi vini. L’aspetto si presenta di colore rosso rubino con accentuate sfumature di porpora; da giovane possiede notevoli riflessi violetti che si trasformano, nel tempo, in aranciati vivi.
Al bouquet è fine, persistente, intenso, aromatico, morbido e vellutato.
Il Ruché di Castagnole Monferrato è un ottimo vino da formaggi saporiti di medi-alta stagionatura (Castelmagno,Gorgonzola, Grana da tavola) e per i caratteristici piatti tipici piemontesi quali: bagna cauda, cotechino con cavoli, agnolotti; anche se si abbina molto bene con secondi di selvaggina e pasticceria secca.

GRANACCIA 2004 COLLINE SAVONESI I.G.T.

giovedì, 22 novembre 2007

                                                                     tatoosa 307 GRANACCIA 2004 COLLINE SAVONESI I.G.T.

Il granaccia
Tipico nella zona di quiliano, il Granaccia è un vino rosso di grande pregio, prodotto in quantità assai limitate. Si ottiene da uve provenienti da un vitigno denominato in Liguria Granaccia. Pare che questo vitigno, di origine spagnola, sia stato introdotto nella Valle di Quiliano intorno al XVIII da famiglie locali che avevano avviato con la Spagna un commercio basato principalmente sulla produzione di carta ma che in quel paese possedevano anche terre e vigneti.

Il Granaccia è un vino di colore rosso intenso tendente al rubino carico dopo 3-4 anni di invecchiamento ; da giovane ha un odore vinoso, fragrante, che può farsi intenso con sentore di more e di ribes se adeguatamente affinato. Nella fase ottimale questo vino acquista un sapore caldo, sapido e vellutato.

Vino sincero, il Granaccia si abbina principalmente a piatti a base di carne, specie di cacciagione ma si accompagna molto bene anche ai formaggi a pasta dura dal sapore deciso. Deve essere servito ad una temperatura di 18°C, in bicchieri a calice leggermente panciuti con stelo medio e stappato almeno un’ora prima.

Esame visivo: Quasi cristallino, di un non comune rosso rubino vivace con lieve tendenza al porpora ed unghia rosacea, di media concentrazione apparente e media trasparenza, gli archetti sul bicchiere si formano fitti, con lacrime abbastanza larghe ed abbastanza lente nello scendere: abbastanza consistente/consistente.Esame olfattivo: Intenso, di un fruttato ancora fragrante di frutta fresca e croccante, corbezzoli, ribes rossi, lamponi e ciliegie, che sembrano emergere da un fondo gradevolmente vegetale e tipico di mallo di noce ed anche aromatico e fresco di menta. Con il passare dei minuti la ciliegia si fa più vigorosa amarena e si avvertono note speziate di noce moscata, pepe bianco e liquirizia dolce. E’ un contesto franco, sottile, fresco e deciso nello stesso tempo, di medio/alta complessità e di qualità che rasenta l’eccellenza.

Esame gustativo: Secco, di media forza le sensazioni caloriche dell’alcool e la morbidezza glicerica. Nerbo acido, una certa sapidità e tannino in quantità, già gradevole ma che può arrotondarsi ancora, fanno ancora pendere come notato all’esame visivo ed a quello olfattivo, la bilancia dell’equilibrio dalla parte della gioventù. Sotto il palato si mostra di buon corpo, con materia che si avverte tra lingua e palato come ci dimostrerà poi anche il deposito che rimarrà sul fondo della bottiglia (è un vino non filtrato). Corrispondenza gusto/olfattiva come pochi, è persistente e le sensazioni finali sono fresche ed inappaganti: “on reste un peu sur sa fin” direbbero i cugini d’oltralpe; si ha voglia di ricominciare.

Stato evolutivo: Pronto.

Giudizio finale: E’ bello riconoscere il vitigno originario degustando un vino. Qui l’Alicante mostra tutta la sua tipicità accanto ad una beva gradevolissima, i tredici gradi e mezzo non si avvertono. E’ un vino ritrovato dopo il rischio di cadere nell’oblio . Da non perdere, almeno una volta nella vita.

A tutto Cabernet Franc

venerdì, 21 settembre 2007

vino-del-mese-baccere.docQuesto mese da Baccere Baciccia assaggiate il Cabernet Franc Isonzo del Friuli Doc ’06 Fiori del Borgo

CABERNET FRANC ISONZO DEL FRIULI DOC ‘06

I FIORI DEL BORGO 

 

La zona di produzione dell’Isonzo DOC è situata nella parte più pianeggiante dell’area del Collio. Il terreno sedimentario, che si è formato con le inondazioni e gli spostamenti del letto del fiume Isonzo, è estremamente vario e ricco di elementi nutrizionali trasportati dalle colline del Collio e del Carso attraverso i secoli. Il clima è molto favorevole alla coltivazione della vite, con le Alpi che agiscono come una barriera contro i venti provenienti da nord e la vicinanza del mare che produce un effetto di termoregolazione, favorendo un ottimale processo di maturazione sia delle varietà bianche che delle varietà rosse.
 I vini dell’Isonzo erano conosciuti e venivano commerciati fin dall’antichità: furono i contadini di Aeneti che, molto prima della nascita di Cristo, importarono la vite dalla Grecia trapiantandola in queste zone vocate. La denominazione Isonzo DOC comprende le seguenti varietà: Chardonnay, Malvasia, Traminer aromatico, Verduzzo friulano, Moscato rosa, Moscato giallo, Pinot bianco, Pinot grigio, Riesling italico, Riesling, Sauvignon, Tocai friulano, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Franconia, Merlot, Pinot Nero, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino.
Il disciplinare Isonzo DOC permette soltanto vini in purezza vietando di accostare diverse varietà; prevede inoltre che la varietà di uva sia sempre indicata nell’etichetta principale. I primi vigneti Isonzo DOC di Borgo Conventi risalgono al 1985, e includono le tradizionali varietà del luogo: Pinot Grigio, Chardonnay, Tocai friulano, Sauvignon, Refosco dal peduncolo rosso, Merlot e Cabernet Franc.
Borgo Conventi aggiunse i vini di questa denominazione alla propria produzione di vini del Collio DOC circa 10 anni dopo la fondazione dell’azienda. La ragione di questa scelta fu il desiderio di aggiungere una serie di vini giovani e freschi a quelli più corposi del Collio. Questi vini furono riuniti in una collezione chiamata “I Fiori del Borgo”.
Vigneti:
Collocazione geografica: Farra d’Isonzo e Gradisca d’Isonzo.
Caratteristiche dei vigneti : giacitura pianeggiante in terreno argilloso con scheletro pronunciato
Vinificazione:
Vendemmia: Manuale, in cassette da 18 chili l’una.


Il Cabernet franc è una varietà di uva di origini francesi, nella zona della Gironda, utilizzata prevalentemente in assemblaggio col più diffuso Cabernet-Sauvignon. Vi sono alcuni casi in cui viene utilizzata quasi in purezza, dando risultati a volte eccellenti, come nel caso dello Château Cheval Blanc in Francia o del Campo Buri prodotto in Veneto. Generalmente, però, ha caratteristiche meno affascinanti, è meno tannico, ha sentori erbacei in buona evidenza e di frutta matura meno complessa, se non del tutto assente nei casi di alte rese. I suoi sinonimi sono Cabernet, Gros Cabernet, Cabonet, Grosse Vidure, Bordò, Breton (in Loira, dal nome dell’abate che lo importò).

Fichimori 2006 I.G.T. Salento -

lunedì, 4 giugno 2007

Ciao a tutti,
Silvano vi consiglia per questo mese di giugno torrido un ottimo Fichimori 2006 I.G.T. del Salento. 86 Fichimori 2006 I.G.T. Salento

Ecco qualche dato:

Classificazione: I.G.T. Salento
Annata: 2006

Uve: Selezione di uve Negroamaro raccolte a mano nelle Tenute di Tormaresca.
Produzione: Per realizzare un vino rosso che possa essere servito freddo, i tannini devono essere più morbidi che in un normale rosso.
Per questo in vigna vengono realizzate attente selezioni sulle uve Negroamaro.
In cantina, viene realizzata una macerazione prefermentativa a freddo (5° C) per 6 giorni, in modo da estrarre dalle uve gli aromi varietali, il colore e le componenti polifenoliche più morbide. Ad essa segue una fermentazione senza bucce, in acciaio: così si ottiene un vino dal colore rosso brillante ma profumato e morbido, ideale per essere bevuto freddo.
Gradazione alcolica: 12,50% Vol.

Temperatura di servizio:
8 – 10°C

Note degustative:
Colore rubino con riflessi violacei.
Aromi di ciliegia accompagnati da note floreali di viola tipici del negroamaro; ingresso morbido, acidità piacevolmente contenuta, buona persistenza e rotondità.

a prestissimo

Silvano