Per il terzo anno consecutivo le falde del monte Beigua ripropongono i dieci giorni della Zeaìa, piatto tipico della festività di Sant’Antonio Abate. Succede ad Alpicella dove tra il 14 e il 24 gennaio prossimi si rinnoverà l’appuntamento con la fragrante pietanza della cultura contadina dell’immediato entroterra di Varazze. Una tradizione antica di secoli, legata alle celebrazioni religiose per il Santo Patrono, Sant’Antonio Abate, cui è dedicata la locale Parrocchia sin dal 1356, che da secolI si celebra il 17 gennaio.
La Zeaia (parola proveniente dal genovese “Zeu”, italiano “gelo”) dal 2011 , insieme ai fagioli “Lume’” di Alpicella, fanno parte della de.co.di Varazze, (piatti /prodotti a Denominazione Comunale) , cioe’ che piu’ rappresentano il territorio varazzino.
Succulenta e nutriente, la Zeaìa è realizzata con le parti meno “nobili” del maiale, facendo bollire (sobbollire è il termine esatto degli esperti chef) per 6-7 ore in acqua la testina, i piedini, la coda, costine e orecchio dell’animale, con *foglie d’alloro. Quindi, la carne viene disossata e tagliata a pezzi, quasi sbrindellata. E poi viene posta direttamente nel piatto con l’alloro e coperta dal brodo di cottura, per farla rapprendere. Il risultato è una fragrante pietanza dall’aspetto vetroso e trasparente dato dalla gelatina nella quale si intravvedono i pezzi di carne
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